Stefano Argentino ossessionato da Sara: le chat e i messaggi senza risposta svelano tutto
Decine di messaggi e vocali anche su Whatsapp: Stefano Argentino era ossessionato da Sara Campanella, lei non gli rispondeva ma lui continuava
Un’ossessione coltivata nel tempo, nutrita da messaggi mai ricambiati e culminata in un omicidio premeditato. Stefano Argentino, studente universitario, è accusato di aver ucciso la collega Sara Campanella. Davanti ai pubblici ministeri, ha raccontato di essersi avvicinato alla ragazza il giorno dell’aggressione solo per chiederle come stesse, dopo un intervento chirurgico, e per capire perché non avesse risposto a un suo messaggio inviato mesi prima, a gennaio. Ma dietro quella domanda si nascondeva ben altro.
Secondo quanto emerso dalle indagini, Stefano Argentino era ossessionato da Sara da almeno due anni. Il primo contatto, apparentemente innocuo, fu un messaggio con la scusa di confrontare appunti universitari. Ma in breve tempo le conversazioni presero un’altra piega: complimenti, inviti insistenti, proposte per pranzi, cene, incontri per studiare insieme. Tutto unilaterale. E’ sconvolta la mamma di Stefano quando risponde alle domande dei giornalisti. Descrive suo figlio come un ragazzo d’oro. Nessun segnale, dice, che avrebbe mai potuto fare del male a una ragazza.
Stefano Argentino e i messaggi a Sara Campanella
La chat WhatsApp trovata nel telefono della vittima parla chiaro. Più che uno scambio, era un monologo: decine di messaggi vocali, sempre senza risposta. «Più che una chat, un flusso continuo di parole sue», raccontano le amiche di Sara. Un corteggiamento ossessivo che, col tempo, si è trasformato in un’ossessione pericolosa, alimentata dal rifiuto costante della ragazza. Sara aveva parlato di questi messaggi anche al suo fidanzato ma aveva minimizzato tanto che neppure il ragazzo si era preoccupato della cosa.
Secondo quanto riportato da Repubblica, i messaggi arrivavano a qualsiasi ora, in un crescendo delirante. Stefano, nella sua mente, credeva che ci fosse un sentimento reciproco. A un certo punto, in uno dei tanti vocali, le scrisse perfino: “Stiamo bene insieme”. Ma Sara non ha mai risposto. Nemmeno all’ultimo incontro.
Durante l’interrogatorio, Argentino ha ammesso solo i fatti contestati, evitando però di spiegare le motivazioni dietro il gesto. «Ha risposto a poche domande e non ha fornito alcuna spiegazione sul movente», ha dichiarato il suo avvocato, Raffaele Leone. Nessun segno di pentimento, ha sottolineato il giudice per le indagini preliminari, Eugenio Fiorentino, che ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere.
Il ragazzo, secondo il Corriere della Sera, dovrà rispondere non solo dell’accusa di omicidio, ma anche delle aggravanti di crudeltà, futili motivi e premeditazione. Il gip ha descritto un’azione violenta e calcolata: Sara è stata colpita più volte, in modo tale da infliggerle sofferenze aggiuntive, ben oltre la semplice volontà di uccidere.
Per il magistrato, non si è trattato di un gesto d’impeto. «Qualsiasi stimolo esterno appare sproporzionato rispetto alla gravità dell’atto», si legge nell’ordinanza. L’aggressione, secondo il giudice, è stata l’epilogo di un impulso criminale che covava da tempo. La famiglia della vittima è ora in attesa di nominare un nuovo legale, mentre l’inchiesta continua a cercare risposte a un delitto che ha sconvolto la comunità universitaria. Stefano Argentino invece dovrà rispondere di quello che ha fatto, spezzando la vita a una ragazza di 22 anni.