Perchè Manuela Bianchi spiega subito dove era la sera in cui Pierina è stata uccisa?
Manuela Bianchi e il suo alibi per la sera in cui Pierina Paganelli è stata uccisa: come faceva a sapere il momento esatto in cui sua suocera era stata ammazzata? Perchè dirlo subito?
E’ una domanda che tutti si sono fatti in questo anno e mezzo. Come mai Manuela Bianchi, sin dall’inizio di questa triste vicenda, ha subito spiegato che la sera in cui Pierina Paganelli è stata uccisa, era in casa con sua figlia e con Loris, suo fratello? Se lo richiedono anche i giornalisti di Chi l’ha visto che nella puntata in onda il 2 aprile 2025 hanno evidenziato una cosa molto importante.
La prima volta che Manuela Bianchi parla del suo “alibi”, lo fa con i poliziotti che arrivano in via del Ciclamino poco dopo le 8 del mattino, allertati in seguito alla telefonata di Manuela Bianchi al 118. Manuela è fuori dal garage, è sconvolta e piange e mette a verbale le sue prime dichiarazioni. Parlando con i poliziotti spiega che lei la sera prima si trovava in casa con Loris e con sua figlia. Eppure, quando Pierina Paganelli è stata ritrovata, nessuno sapeva quando era stata uccisa. Perchè Manuela inizia a dare subito spiegazioni riguardo alla sera, e non dice invece ad esempio, dove era la mattina, che cosa aveva fatto prima di portare sua figlia a scuola?
Manuela Bianchi e l’omicidio di Pierina Paganelli
Da un anno e mezzo i colpi di scena in questa storia non mancano. Va detto che gli avvocati dei figli di Pierina Paganelli credono alla totale innocenza della Bianchi e pensano che non abbia nulla a che fare con la morte dell’anziana. Sono felici che Manuela abbia finalmente raccontato la verità sul mattino del ritrovamento di Pierina. Ora però, con la novità che riguarda l’audio del garage in cui la Paganelli è stata uccisa, tutto potrebbe nuovamente cambiare e ha di nuovo senso chiedersi come mai Manuela Bianchi, continuasse a ribadire che quella sera, era in casa.
Che Pierina fosse stata uccisa alle 22 circa del 3 ottobre, lo si scoprirà solo pochi giorni dopo, quando tutti i protagonisti di questa vicenda sono stati ascoltati. Forse nessuno di loro immaginava che nella zona dei garage ci fosse una telecamera in grado di registrare gli audio. Ed è proprio l’audio a raccontare dell’urlo straziante della Paganelli mentre viene uccisa. Non solo. Secondo la nuova perizia della procura, sarebbe possibile collocare altre due persone sulla scena del crimine. Un uomo, la cui voce corrisponderebbe a quella di Louis Dassilva, e poi anche una donna. La voce femminile sarebbe quella di Manuela Bianchi, che direbbe anche la parola “buona” in tono perentorio, scrivono i periti.
Sarà una battaglia di perizie, perchè secondo la difesa di Dassilva, è possibile stabilire se c’è una voce maschile in quell’audio ma non dimostrare che si tratta della voce del senegalese. Intanto però si tornano ad analizzare punto per punto tutte le parole di Manuela Bianchi e ci si chiede ancora come mai, quella mattina, pochi minuti dopo il ritrovamento del cadavere di sua suocera, ha pensato a dire a chi raccoglieva la sua testimonianza, dove era e che cosa aveva fatto la sera prima.