Louis Dassilva e i riti voodoo contro PM e polizia: le ultime notizie
Louis Dassilva avrebbe ricevuto dal Senegal del materiale per fare dei riti voodoo contro gli inquirenti che indagano per l'omicidio di Pierina Paganelli
La morte di Pierina Paganelli sembra fare spesso da sfondo ad altre inquietanti vicende, come quelle che riguardano Louis Dassilva, una delle persone coinvolte in questa storia, la persona che, secondo chi indaga, ha ucciso la donna. Una anziana signora uccisa e un giallo che sembra una sceneggiatura televisiva e purtroppo, per il momento, la famiglia di Pierina non ha avuto le risposte anche se per chi indaga non ci sono dubbi.
Louis Dassilva e i riti voodoo
L’assassino di Pierina Paganelli, secondo gli inquirenti, sarebbe Louis Dassilva e alcune cose fatte dal senegalese negli ultimi mesi, dimostrerebbero la sua colpevolezza, come dei riti voodoo messi in atto contro gli inquirenti e alcuni agenti della polizia, circostanza emersa nelle ultime ore. Ne aveva parlato Davide Barzan qualche giorno fa, il consulente di Manuela Bianchi si era detto parecchio colpito da questa circostanza. Se ne riparla oggi, in modo più concreto, visto che a quanto pare, questi riti sarebbero stati fatti contro chi indaga da un anno e mezzo sulla morte di Pierina Paganelli.
Louis Dassilva i riti contro gli inquirenti e i legami con il Senegal
Avrebbe chiesto riti voodoo contro sei agenti della squadra mobile di Rimini e il sostituto procuratore Daniele Paci: è questa l’ipotesi al vaglio degli inquirenti che indagano sull’omicidio di Pierina Paganelli. Louis Dassilva, attualmente detenuto, avrebbe inviato un messaggio in Senegal con l’elenco dei nomi degli inquirenti, chiedendo che venissero eseguiti riti di matrice voodoo, alcuni dei quali prevedono anche sacrifici animali. Il messaggio, già acquisito nel fascicolo d’indagine, risalirebbe a poco tempo dopo il delitto, avvenuto nell’ottobre del 2023.
Il racconto di Louis Dassilva a chi indaga
Durante un interrogatorio in carcere con il giudice per le indagini preliminari Vinicio Cantarini, avvenuto il 17 marzo, Dassilva – in cella dal 16 luglio 2024 – avrebbe ammesso di credere fermamente nella pratica voodoo. Lo stesso gip, che sta valutando l’istanza di scarcerazione presentata dai legali Riario Fabbri e Andrea Guidi, in questi giorni ha ascoltato anche Manuela Bianchi, nuora della vittima.
Proprio alla donna, Dassilva avrebbe regalato alcune bottiglie di vino e inviato dal Senegal delle polveri utilizzate – secondo quanto dichiarato – per scopi di “purificazione”. Le polveri sarebbero state destinate a riti voodoo, da mescolare con il vino come parte del rituale.
«Io ci credo – avrebbe dichiarato Dassilva al gip – ma la bottiglia che avevo lasciato davanti al garage era vuota. I riti voodoo servono a purificarsi da un maleficio, a mandarne uno o anche solo a far andare bene qualcosa. Funzionano anche se uno non ci crede».
Secondo quanto emerso, il 35enne avrebbe indirizzato specificamente quei riti agli investigatori che stanno lavorando al caso e al pubblico ministero che coordina l’indagine. Che senso avevano questi riti, se Louis non ha nulla a che fare con l’omicidio di Pierina Paganelli? Se lo chiedono gli inquirenti ed è anche per questo che sono ancora una volta di più convinti che l’uomo sia il responsabile di questo brutale assassinio. Queste al momento le novità che riguardano in modo diretto Louis Dassilva.