L’emergenza Coronavirus non ferma la movida da Roma a Napoli, i giovani non sono preoccupati: “Non possiamo chiuderci in casa”

Da L'Aria che tira un servizio su come i giovani rispondono all'emergenza coronavirus

E’ andato in onda questa mattina nel programma L’Aria che tira in onda su La7 un servizio girato nel fine settimana, nelle ore concitate durante le quali usciva il nuovo decreto del Governo. Siamo a Napoli, lontano dalle zone rosse ma in una regione dove al momento ci sono stati oltre 100 contagi, dove il pronto soccorso del Cardarelli è stato chiuso, dove altri ospedali hanno visto interi reparti fermarsi. Eppure, nonostante l’invito a non uscire di casa, nonostante la richiesta di stare lontani almeno un metro, di non ammassarsi nei locali, la movida prosegue. Perchè, come dicono questi ragazzi nel servizio, di fronte alle telecamere della giornalista di La7, la vita continua. “Non posso mica chiudermi in casa a 25 anni, fino a quando possiamo usciamo” dice una ragazza. Già è proprio questo il punto. Nessun divieto ma una raccomandazione. Ma i giovani non hanno dubbi: “Questa è una influenza, qualcosa in più noi non ci ammaliamo” come se poi negli ospedali non ci finissero i loro genitori o i loro nonni ( senza escludere che il fatto di avere 20 anni non ti rende immune, anzi).

DA L’ARIA CHE TIRA LA RISPOSTA DEI GIOVANI ALL’EMERGENZA CORONAVIRUS

Si brinda, si scherza sul fatto che si debba stare distanti, si balla, si ride, sprezzanti di quello che sta succedendo non troppo lontano da loro e di quello che potrebbe succedere in una regione come la Campania, che di certo non sarebbe pronta, al pari della Lombardia a gestire l’emergenza. Ed è anche per questo che il presidente della Regione Campania, de Luca, ci ha messo la faccia, ha continuato a lanciare appelli e ha deciso di imporre misure drastiche, ma le multe salate, a quanto pare, non fermano la voglia di divertirsi.

La giornalista di La7 in pochi minuti mostra quella che è la situazione imbarazzante che si sta vivendo a Napoli, dove in alcuni locali viene persino invitata a non riprendere.

Purtroppo quello che è successo a Napoli in questo fine settimana è successo anche a Roma, tantissimi i giovani nella capitale, soprattutto ventenni, a pensare di essere immuni.

Forse abbiamo davvero sbagliato qualcosa nella comunicazione se questi ragazzini pensano di essere invincibili. Forse non gli abbiamo detto in modo chiaro che no, non è una influenza banale, forse non gli abbiamo mostrato gli ospedali al collasso, forse non gli abbiamo spiegato che possono ammalarsi e anche molto di più degli anziani, raro ma succede ( basti pensare al 38enne di Codogno, che è ancora in ospedale a lottare per salvarsi). Forse non siamo stati chiari, forse non siamo stati troppo severi. E forse è arrivato il momento di cambiare qualcosa.

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